Questa è la storia di Angelo, un ragazzo di circa 30 anni con alle spalle una situazione famigliare drammatica e disagiata da tutti i punti di vista socio-economici e un’infanzia trascorsa tra il carcere e la libertà.

Angelo, nostro assistito da molto tempo, ogni volta che veniva a ritirare l’aiuto alimentare, manifestava il suo disagio economico e sociale, con toni molto irruenti e di totale insoddisfazione nei confronti di tutti. Aiutato per quanto sia possibile, anno dopo anno, mese dopo mese, con Angelo si istaurava un rapporto di amicizia e di fiducia, a tal punto di manifestare le proprie difficoltà apertamente. Man man, con il passare del tempo, notavamo un cambiamento di approccio con noi, inoltre, riuscendo a fargli fare occasionalmente qualche lavoretto, di tinteggiatura e di manutenzione ordinaria in merito ai locali parrocchiali, si sentiva più coinvolto e partecipe della comunità, acquistando personalmente maggiore stima di se stesso e soprattutto fiducia negli altri. In tal modo ha scoperto che ci sono delle persone, pronte ad aiutare il prossimo senza chiedere nulla in cambio e questo lo ha colpito in modo particolare.

Oggi Angelo, non con poche difficoltà considerato il suo passato, cerca di reinserirsi nella società, lavorando e cercando di comunicare la sua esperienza anche ad altri assistiti che si trovano nelle sue stesse condizioni. Di questa storia, la quale ci ha gratificato personalmente, rincuorandoci e spingendoci ad andare avanti sempre per questa strada, ci ha rafforzato a credere, che quando ci si impegna ci si riesce. È bello vedere questo, vedere che se si vuole si può uscire da un tunnel, come ha fatto Angelo.